Ti capita di mangiare enormi quantità di cibo in poco tempo, sentendo di non poterti fermare? Mangi di nascosto, in macchina o quando sei solo in casa, perché ti vergogni di quanto stai ingerendo? E subito dopo, invece di sentirti soddisfatto, ti senti disgustato da te stesso, depresso e schiacciato dai sensi di colpa? Binge eating (alimentazione incotrollata)
Se la risposta è sì, potresti soffrire di Disturbo da Alimentazione Incontrollata (Binge Eating Disorder). Probabilmente hai passato la vita a fare diete. Ogni lunedì inizi un nuovo regime ferreo, per poi crollare dopo pochi giorni in una nuova abbuffata, sentendoti un fallimento.
Voglio dirti una cosa fondamentale: tu non sei “vorace” e non sei “pigro”. La tua “fame” non nasce dallo stomaco, ma dalle emozioni. Il cibo è diventato il tuo unico strumento per gestire stress, tristezza, noia o rabbia.
Che cos’è il Binge Eating?
A differenza della Bulimia, nel Binge Eating non ci sono comportamenti di compenso (non vomiti, non usi lassativi, non ti massacri di sport). Di conseguenza, questo disturbo porta spesso a un aumento di peso significativo, che alimenta ulteriormente la sofferenza e la Vergogna
Le caratteristiche principali sono:
Perdita di controllo: Senti che è il cibo a comandare. Una volta iniziato, non riesci a fermarti anche se sei pieno da scoppiare.
Velocità: Mangi molto più rapidamente del normale.
Segretezza: Mangi da solo per l’imbarazzo. Spesso nascondi le carte delle merendine o le prove dell’abbuffata.
Disgusto post-abbuffata: Dopo il piacere momentaneo dei primi bocconi, subentra un profondo disprezzo verso se stessi.
Il meccanismo: La “Fame Emotiva”
Perché ti abbuffi? Quasi sempre l’abbuffata è una risposta a un’emozione che non sai gestire in altro modo. È un meccanismo di anestesia. Quando sei triste, ansioso, solo o arrabbiato, il cibo ti offre un conforto immediato e chimico (zuccheri e grassi rilasciano dopamina). Per quei 20 minuti, non pensi ai problemi, non senti il dolore. Il mondo si spegne.
Ma l’effetto dura pochissimo. Subito dopo, i problemi sono ancora lì, e in più si è aggiunto il senso di colpa. Questo peggiora il tuo umore… portandoti a cercare nuovo cibo per consolarti.
Come interviene la Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (CBT-E)?
Molti pazienti arrivano da me chiedendo: “Mi aiuti a dimagrire?”. La mia risposta è: “Ti aiuterò a guarire il tuo rapporto con il cibo. Il peso si regolerà di conseguenza”. Le diete restrittive, infatti, sono benzina sul fuoco per il Binge Eating: più ti privi, più ti abbufferai.
Il nostro percorso lavorerà su tre livelli:
Regolarità Alimentare: Smetteremo di fare digiuni punitivi. Imparerai a mangiare regolarmente (colazione, pranzo, cena e spuntini). Un corpo nutrito regolarmente ha meno impulsi biologici all’abbuffata.
Gestione delle Emozioni (Emotional Regulation): Questa è la chiave. Imparerai a riconoscere l’onda emotiva prima di aprire il frigo. Costruiremo insieme una “cassetta degli attrezzi” alternativa al cibo per calmarti o consolarti (scrivere, chiamare un amico, fare una passeggiata, tecniche di rilassamento).
Identificazione dei Trigger: Scopriremo quali sono le situazioni o i pensieri (“micce”) che fanno scattare l’abbuffata e impareremo a disinnescarli.
Smetti di combattere contro te stesso
Non hai bisogno di un’altra dieta miracolosa. Hai bisogno di imparare ad ascoltare i tuoi bisogni emotivi senza soffocarli col cibo. Uscire dal tunnel delle abbuffate significa riscoprire il piacere di mangiare per nutrirsi e per gusto, non per disperazione.
