Disturbo Ossessivo Compulsivo

Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC): sintomi, cause, cura e trattamento efficace

Il Disturbo Ossessivo – Compulsivo rientra nella categoria diagnostica dei Disturbi d’Ansia e, proprio come tutti questi, è caratterizzato da un’esperienza di ansia e disagio così intensi da non poter essere in alcun modo controllati. Le persone che soffrono di Disturbo Ossessivo – Compulsivo (DOC) possono sperimentare ossessioni, compulsioni oppure entrambe: questi fenomeni sono in grado di causare un disagio talmente importante da influenzare in maniera negativa la loro capacità di funzionare adeguatamente nella vita e nelle attività di tutti i giorni. Nel caso del DOC, è sempre presente la consapevolezza che queste manifestazioni siano indici di un problema e che, molto spesso, i pensieri e le azioni correlate al disturbo diventano irrazionali.

Per quanto riguarda la diffusione del Disturbo Ossessivo – Compulsivo, si stima che l’1 – 2 % della popolazione ne sia affetta, con variazioni generalmente poco significative tra le diverse aree geografiche. 

Sintomi del Disturbo Ossessivo Compulsivo

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM 5), nella sua quinta ed ultima edizione, propone i seguenti criteri per attestare la presenza di un Disturbo Ossessivo – Compulsivo:

  • Presenza di ossessioni, compulsioni, o entrambe:

Le ossessioni sono definite da:

  1. Pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti che vengono vissuti come indesiderati ed intrusivi e che causano ansia e disagio marcati.
  2. La persona cerca di ignorare o sopprimere questi pensieri, immagini o impulsi, o di neutralizzarli con qualche altro pensiero o azione.

Le compulsioni sono definite da:

  1. Comportamenti ripetitivi o azioni mentali che la persona si sente costretta a mettere in atto in risposta ad un’ossessione o secondo regole che devono essere rigidamente applicate.
  2. I comportamenti o le azioni mentali sono finalizzati a prevenire o ridurre l’ansia o il disagio, o a prevenire eventi o situazioni temute; questi comportamenti o azioni mentali, ad ogni modo, non sono collegate realisticamente a ciò che devono neutralizzare o prevenire, oppure sono eccessivi in modo evidente.
  • Le ossessioni o compulsioni portano via molto tempo (più di 1 ora al giorno) o provocano un disagio clinicamente significativo o una compromissione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre importanti aree di funzionamento.
  • I sintomi ossessivo – compulsivi non sono attribuibili agli effetti fisiologici di una sostanza o di una condizione medica.
  • Il disturbo non è spiegato dai sintomi di un altro disturbo mentale.

Le ossessioni

Un’ossessione è un pensiero, immagine o impulso ricorrente e persistente, che viene sperimentato come indesiderato e inaccettabile. La persona è consapevole che i pensieri ossessivi siano inappropriati e, spesso, poco sensati, ma questi sono estremamente difficili da ignorare.

Le compulsioni

Una compulsione è un comportamento, messo in atto intenzionalmente, che la persona che soffre di un Disturbo Ossessivo – Compulsivo si sente costretta ad agire, in molti casi ripetutamente. Molto spesso la compulsione deve essere messa in atto seguendo una rigida successione di passi, in quello che viene chiamato rituale. Nel DOC, tipicamente, le compulsioni vengono agite nel tentativo di attenuare il disagio o, in alcuni casi, di prevenire degli avvenimenti temuti.

Le tipologie di Disturbo Ossessivo – Compulsivo

Sebbene il DOC sia sempre caratterizzato da ossessioni, compulsioni o entrambe, le caratteristiche ed i contenuti dei sintomi possono variare da persona a persona. Di seguito sono descritte le tipologie di Disturbo Ossessivo – Compulsivo più diffuse:

  • Le persone con un DOC di controllo sperimentano paure irrazionali che riguardano catastrofi che potrebbero accadere loro o ad altri, come conseguenza di qualcosa che essi hanno fatto o, al contrario, non hanno fatto. Le compulsioni possono comprendere il controllo ripetuto di aver chiuso la porta, le finestre o l’auto, o di aver spento gli elettrodomestici per tenere lontani potenziali disastri. Altre persone, invece, possono controllare ripetutamente i propri compiti, o il proprio lavoro.
  • Lavaggio e pulizia. In questa tipologia di DOC, le persone sono estremamente preoccupate dalla contaminazione da germi, sostanze estranee e pericolose, o sporcizia. Il sollievo da queste paure ossessive viene trovato, temporaneamente, lavandosi le mani, facendosi la doccia o pulendo meticolosamente gli ambienti. Queste operazioni, però, riducono il disagio solo per poco tempo, e devono essere ripetute con un’elevata frequenza.
  • Ordine e ripetizione. La persona si sente obbligata ad ordinare alcuni oggetti in modo particolare, o “perfetto”. Può, a volte, essere presente la preoccupazione di avere una grafia chiara o di ordinare i libri in modo particolare; in altri casi, è presente la ripetizione di azioni particolari, come contare o ripetere delle parole. Anche in questo caso, l’ordine e la ripetizione sono messi in atto per annullare o contrastare la preoccupazione che accada qualcosa di terribile alle persone care o a loro stessi.
  • Ossessioni pure. Le persone con un DOC con ossessioni pure sono tormentate da pensieri indesiderati e terrificanti che possono riguardare il fare del male alle altre persone, o l’avere comportamenti moralmente inaccettabili – ad esempio di tipo sessuale – o blasfemi.
  • Nel DOC da accumulo, o hoarding, la persona si sente costretta a collezionare oggetti che la maggior parte delle persone considererebbe spazzatura. Nella compulsione ad accumulare oggetti, talvolta, gli oggetti raccolti possono rivestire un significato speciale ma, nella maggioranza dei casi, la persona non riesce a comprendere esattamente il motivo del proprio comportamento.

Le cause del Disturbo Ossessivo Compulsivo

I fattori causali del Disturbo Ossessivo – Compulsivo sono, con buona probabilità, multipli; non è stata, infatti, identificata una causa specifica: il DOC, dunque, potrebbe essere la modalità con cui il cervello risponde ad una serie di problematiche multiple.

  • Fattori neuroanatomici. Studi condotti con l’ausilio di strumenti come TAC, PET e risonanza magnetica hanno mostrato la diminuzione del metabolismo cerebrale di diverse altre aree, come il cervelletto, il giro orbitofrontale e la corteccia prefrontale dorsolaterale, un’assottigliamento della materia grigia nell’ippocampo, nel cervelletto e nel giro temporale superiore.
  • Fattori biochimici. Basandosi sull’’efficacia degli SSRI (Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) nel trattamento del Disturbo Ossessivo – Compulsivo, le varianti genetiche del sistema serotoninergico, come il polimorfismo del trasportatore della serotonina 5 – HTTLPR e del gene del recettore della serotonina HTR2A, risultano associate al DOC in maniera consistente. Similmente, altri studi hanno riscontrato un’azione significativa da parte di altri neurotrasmettitori, vale a dire, dopamina, glutammato e ossitocina, nella genesi del DOC.
  • Fattori ambientali. Alcuni elementi di tipo ambientale, pur non costituendo necessariamente una “causa” diretta, possono fungere da trigger per l’esordio di un DOC. Tra i fattori ambientali, sono stati identificati l’abuso infantile, lutti familiari, altre condizioni mediche, problemi relazionali, problemi scolastici e, in generale, eventi di vita stressanti.

Cura e trattamento efficace per il Disturbo Ossessivo Compulsivo

Il Disturbo Ossessivo – Compulsivo può essere efficacemente trattato utilizzando la Terapia Cognitivo – Comportamentale, la terapia farmacologica, oppure una combinazione di entrambi i trattamenti.

La terapia farmacologica del DOC

Nel campo della psicofarmacologia, gli SSRI (Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina) costituiscono la terapia d’elezione per il trattamento del DOC. Anche la Clomipramina, un Antidepressivo Triciclico, è stata utilizzata con assiduità nella terapia del DOC ma, nel tempo, è stata messa in secondo piano a causa dei maggiori effetti collaterali. Considerando, quindi, la combinazione di fattori quali l’efficacia terapeutica ed un ridotto impatto dei loro effetti collaterali, gli SSRI rimangono, ad oggi, l’opzione farmacologica di prima scelta per il trattamento della sintomatologia ossessivo – compulsiva.

Le categorie di SSRI, distinte per molecole, largamente utilizzate per il trattamento del Disturbo Ossessivo – Compulsivo, sono:

  • Fluvoxamina
  • Sertralina
  • Citalopram
  • Escitalopram
  • Fluoxetina
  • Paroxetina
  • Venlafaxina

La Terapia Cognitivo – Comportamentale si è dimostrata di comprovata efficacia per il trattamento del Disturbo Ossessivo – Compulsivo.

Per il DOC, nello specifico, è stata sviluppata una forma di TCC conosciuta come Esposizione con Prevenzione della Risposta (EPR), particolarmente efficace nel trattamento delle tipologie di DOC da contaminazione/lavaggio e controllo. La EPR, nelle sue fasi iniziali, prevede un’attenta fase di assessment, nella quale paziente e terapeuta lavorano congiuntamente per monitorare le situazioni che innescano le ossessioni e le compulsioni, le risposte che vengono prodotte ed il livello di disagio esperito dalla persona. Utilizzando le suddette informazioni, viene sviluppata una gerarchia, vale a dire una lista di situazioni elencate in ordine crescente di disagio provocato. Per ognuna delle situazioni elencate, il terapeuta chiede al paziente di esporsi volontariamente ad esse, all’interno delle sedute, evitando di mettere in atto la risposta (o compulsione) che avrebbe il fine di eliminare o attenuare il disagio provato: in questo modo, il paziente apprende le modalità per “stare” con il disagio, mentre lo osserva gradualmente diminuire, fino al ritorno ad una situazione di stabilità. Attraverso l’esposizione, la persona può sviluppare la consapevolezza che le situazioni temute non si verificheranno, anche senza che le compulsioni vengano messe in atto e che, dunque, queste ultime non siano più necessarie.

L’Esposizione con Prevenzione della Risposta, tuttavia, potrebbe rivelarsi di minore efficacia nel trattare i DOC puramente ossessivi, ossia senza compulsioni. In questi casi, la Terapia Cognitivo – Comportamentale standard può aiutare la persona a mettere in discussione i pattern di pensiero disfunzionali e le credenze irrazionali che producono le ossessioni. La TCC per il Disturbo Ossessivo – Compulsivo si focalizza sul mostrare al paziente qual è il ruolo giocato dalle proprie interpretazioni dei pensieri intrusivi nell’aumentare il disagio esperito. Nelle fasi iniziali della terapia, infatti, il terapeuta guida il paziente nello sviluppo di una consapevolezza delle proprie ossessioni o preoccupazioni, per poi metterle alla prova attraverso esperimenti comportamentali, che hanno il fine di dimostrare l’errata connessione tra causa (pensiero ossessivo) ed effetto (evento catastrofico, ad esempio) nel DOC.

Seguendo con attenzione i passi del protocollo TCC, il paziente, gradualmente, mette in discussione i propri sintomi, apprendendo modalità nuove e più produttive di gestire l’ansia. Col passare del tempo, infatti, le situazioni ed i pensieri che in precedenza provocavano un’ansia estremamente elevata perdono di significato, e le ossessioni e le compulsioni si riducono o scompaiono.

 

References

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Dott. Psicologo-Psicoterapeuta Alessandro Valzania
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