Disturbo d’Ansia Generalizzato

Disturbo d’Ansia Generalizzato (DAG) : sintomi, cause, cura e trattamento efficace

Il disturbo d’ansia generalizzato (DAG) è una comune forma clinica dei disturbi d’ansia: è un problema che interessa prevalentemente le donne, nelle quali viene riscontato 5 volte rispetto agli uomini. La patologia esordisce, generalmente, in età precoce. I pazienti, infatti, lamentano di essere “da sempre” ansiosi e preoccupati per il futuro.

A tutti capita di provare ansia o preoccupazione, senza che questa sia una condizione patologica; se, però, queste diventano molto frequenti e condizionano negativamente

Il Disturbo d’Ansia Generalizzato è caratterizzato da una preoccupazione persistente ed eccessiva che riguarda un vasto numero di aspetti: il denaro, la salute, la famiglia, il lavoro o altri elementi.

Come indica lo stesso nome, infatti, il DAG non si riferisce ad un oggetto o a una condizione specifica, ma è piuttosto totalizzante: il soggetto riconosce che l’ansia provata è eccessiva, ma non riesce a fare a meno di preoccuparsi, anche quando non ve ne sarebbe necessità.

Sintomi del Disturbo d’Ansia Generalizzato

Il DAG viene diagnosticato quando questa preoccupazione eccessiva è presente quotidianamente, o per la maggior parte del tempo, per un periodo di almeno sei mesi e sono presenti almeno tre dei seguenti sintomi.

I sintomi maggiormente avvertiti dai soggetti con disturbo d’ansia generalizzato sono:

  • Preoccupazione o ansia persistente, rispetto diversi ambiti, sproporzionata rispetto agli eventi reali
  • Rimuginio sulle possibili soluzioni da adottare in caso di eventi negativi
  • Percezione delle situazioni come minacciose, anche quando non lo sono
  • Difficoltà nel gestire il dubbio
  • Indecisione e paura di prendere la decisione sbagliata
  • Incapacità di rilassarsi
  • Difficoltà di concentrazione

I sintomi fisiologici comprendono, generalmente:

  • emicrania
  • palpitazioni
  • vertigini
  • disturbi del sonno (insonnia, sonno poco riposante, risvegli notturni)
  • irrequietezza
  • tensione muscolare
  • sensazione di testa vuota
  • derealizzazione e/o depersonalizzazione
  • irritabilità
  • frequente affaticamento
  • sudorazione
  • nausea, diarrea o Sindrome del Colon Irritabile (IBS)

Cause del Disturbo d’Ansia Generalizzato

Come per la maggior parte dei disturbi di stampo psicologico, le cause possono variare da persona a persona e si possono rintracciare in un’influenza reciproca di vulnerabilità genetiche e biologiche e vulnerabilità psicologiche ed ambientali.

Una delle spiegazioni formulate a livello biologico vede l’ansia come il prodotto di un’attivazione eccessiva del meccanismo cerebrale di risposta alla paura, conosciuto come risposta attacco – o – fuga. In questo caso, una delle strutture cerebrali maggiormente implicate in questa risposta, vale a dire l’amigdala, potrebbe essere iper – attivata e reagire anche a stimoli non realmente minacciosi, provocando quindi una risposta “di emergenza” allo stress che non è, in quel caso, necessaria.

Tra i fattori che predispongono una persona a sviluppare un Disturbo d’Ansia Generalizzato, sono stati presi in considerazione anche aspetti genetici: uno dei geni che più probabilmente potrebbe essere implicato nella genesi dei disturbi legati all’ansia è il gene 5-HTT, deputato alla regolazione del neurotrasmettitore serotonina. Altri neurotrasmettitori che potrebbero essere associati all’ansia sono GABA e norepinefrina.

Le vulnerabilità di tipo psicologico non sembrano essere specifiche del Disturbo d’Ansia Generalizzato, ma riflettono, piuttosto, una tendenza generale a sperimentare emozioni negative ed a percepire gli stimoli esterni ed interni come minacciosi. A livello cognitivo, la persona che soffre di un Disturbo d’Ansia Generalizzato sviluppa le credenze che il mondo sia un posto pericoloso e che egli non sarà in grado di affrontare le difficoltà. Il rimuginio, o worry, diventa la strategia principale per affrontare le minacce che vengono viste nell’ambiente, nel tentativo di ottenere o riacquistare il controllo. Il Disturbo si sviluppa nella sua interezza quando questo processo di rimuginio diventa così pervasivo da provocare sintomi fisiologici ed una compromissione significativa in diversi ambiti della vita del paziente.  

Le persone che sviluppano un DAG presentano, spesso, una storia caratterizzata dalla presenza di disturbi d’ansia nella famiglia d’origine: in questo caso, dunque, l’ansia potrebbe configurarsi come uno stile di pensiero e di risposta in qualche modo “appreso”.

Un ultimo fattore di rischio è stato rintracciato nell’esperienza di eventi stressanti; un individuo potrebbe essere maggiormente portato a soffrire di un Disturbo d’Ansia Generalizzato in conseguenza di cambiamenti significativi nella propria vita, anche se non necessariamente negativi: la fine di una relazione, la nascita di un figlio, un trasferimento o un cambio di lavoro.

 

Cura e trattamento efficace del Disturbo d’Ansia Generalizzato

Terapia farmacologica

La scelta farmacologica d’elezione per il trattamento del Disturbo d’Ansia Generalizzato sono gli SSRI (Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina), usualmente impiegati per il trattamento dei disturbi dell’umore, ma che hanno dimostrato efficacia anche per il trattamento dei sintomi ansiosi. Altre categorie di psicofarmaci prescritte per il trattamento del DAG sono gli Antidepressivi Triciclici ((TCA) e le Benzodiazepine. Nonostante il trattamento farmacologico si sia comunque dimostrato efficace, sono numerose le controindicazioni per un utilizzo a lungo termine: anche nel caso in cui sia indicata l’assunzione di farmaci, una remissione a lungo termine dei sintomi si è dimostrata più probabile e stabile se alla terapia psicofarmacologica viene affiancato un percorso psicoterapeutico.

Terapia cognitivo – comportamentale per il Disturbo d’Ansia Generalizzato

La psicoterapia cognitivo – comportamentale è considerata il trattamento più efficace per il disturbo d’ansia generalizzato. Uno dei suoi obiettivi primari è aiutare la persona a sviluppare delle abilità da usare per gestire meglio situazioni difficili, emozioni spiacevoli, comportamenti problematici e pensieri dolorosi. Il suo focus principale è quello di insegnare al paziente una serie di abilità di coping cognitive e corporee che lo rendano capace di valutare le proprie interpretazioni catastrofiche, mantenere sotto controllo la tensione muscolare e modificare i comportamenti di evitamento comportamentale e cognitivo.

Nella prima fase, viene condotta un’analisi che possa chiarire la natura della risposta ansiosa:

  • dove è più probabile che si inneschi
  • quando aumenta
  • la sua frequenza
  • la sua intensità
  • quali circostanze o situazioni la scatenano
  • quali fattori la mantengono

Questa indagine viene condotta da terapeuta e paziente insieme, in maniera collaborativa, allo scopo di chiarire ed illustrare alla persona il proprio funzionamento e stabilire i passi e gli obiettivi della terapia.

Il passo successivo consiste nella psicoeducazione sulla natura dell’ansia come risposta alla percezione di una minaccia, sia a livello fisiologico che cognitivo e sui principi di base della terapia cognitivo – comportamentale. Questo passaggio è fondamentale per aiutare la persona a normalizzare la propria esperienza e si focalizza su:

  • informare e correggere eventuali nozioni errate su ansia, rimuginio e sintomi associati
  • fattori che causano ansia e riuginio
  • fattori che mantengono in vita il Disturbo d’Ansia Generalizzato

Una volta identificati i pensieri specifici che contribuiscono ad aumentare i livelli d’ansia, terapeuta e paziente lavorano congiuntamente per prendere in esame le informazioni che potrebbero disconfermare quei pensieri ed elaborare, in ultimo, pensieri ed interpretazioni alternativi, più realistici e meno ansiogeni. L’obiettivo di questa fase è permettere al paziente di realizzare che le proprie interpretazioni possono, a volte, essere infondate e causare sofferenza.

La seconda fase di un intervento di terapia cognitivo – comportamentale comporta la tecnica conosciuta come Esposizione. Nel corso dell’esposizione, i pazienti si confrontano con situazioni, reali o immaginate, che provocano loro un aumento dell’ansia e che, per questo motivo, sono state fino a quel momento attentamente evitate. L’obiettivo dell’esposizione per i disturbi d’ansia è quello di aiutare la persona a comprendere che, mentre all’inizio dell’esposizione può essere sperimentato un innalzamento del livello d’ansia, col passare dei minuti questa comincerà a diminuire, per poi scomparire. Nel caso del Disturbo d’Ansia Generalizzato, viene utilizzata in misura maggiore l’esposizione in immaginazione, perché, tipicamente, le preoccupazioni che affliggono i pazienti sono rivolte al futuro e non possono, per questo motivo, essere sempre affrontate nel momento presente.

Altri tipi di intervento abitualmente utilizzati nella terapia cognitivo – comportamentale del Disturbo d’Ansia Generalizzato sono:

  • training di rilassamento. I pazienti che soffrono di DAG sperimentano, spesso, un’elevata tensione muscolare: il training di rilassamento consiste in un rilassamento progressivo di tutti i gruppi muscolari del corpo, dopo una breve tensione esercitata volontariamente. A questa tecnica possono essere uniti degli esercizi di respirazione, come la respirazione diaframmatica.
  • Nel Disturbo d’Ansia Generalizzato, una delle maggiori difficoltà è quella di cercare di controllare o evitare i pensieri dolorosi o negativi, tentativo che, generalmente, porta ad intensificare l’esperienza ansiosa, piuttosto che alleviarla. La mindfulness e le tecniche terapeutiche ad essa ispirate forniscono le abilità per sganciarsi e lasciare andare i pensieri ansiosi ed il rimuginio, portando l’attenzione esclusivamente sul momento presente.
  • Training di problem – solving. Poiché le persone, spesso, si sentono maggiormente ansiose quando attraversano momenti di crisi o di passaggio, o quando il carico di impegni aumenta notevolmente, un training di problem – solving può rivelarsi utile per ridurre gli aspetti stressanti della vita del paziente. Apprendere delle tecniche per gestire lo stress in maniera efficace può offrire sollievo anche in situazioni obiettivamente difficoltose. Nella fase finale del percorso di psicoterapia, viene dedicata attenzione alla prevenzione delle ricadute: la persona viene informata che, in futuro, potrebbero verificarsi nuovamente episodi di rimuginio, ansia o evitamento, vengono esaminati i possibili fattori di rischio e predisposte strategie di fronteggiamento di eventuali momenti di difficoltà futuri.

Riferimenti

  • Borza, L. (2017). Cognitive-behavioral therapy for generalized anxiety. Dialogues in Clinical Neuroscience, 19(2), 203–208.
  • Generalized anxiety disorder – Mayo Clinic (online). Available at: https://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/generalized-anxiety-disorder/symptoms-causes/syc-20360803
  • Holly Hazlett-Stevens (2008). Psychological Approaches to Generalized Anxiety Disorder: A Clinician’s Guide to Assessment and Treatment. Berlino: Springer Science & Business Media.
  • Simos G., Hofmann S.G. (2013). CBT for Anxiety Disorders: A practitioner book. New Jersey: John Wiley & Sons.

 

Dott. Psicologo-Psicoterapeuta Alessandro Valzania
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